CONFEDERAZIONE GENERALE ITALIANA DEL LAVORO - CALABRIA
Iniziativa istruzione bene comune

Giovedì 12 Dicembre 2013
Cgil Calabria
Di fronte a una scuola pubblica in costante peggioramento, ai continui tagli, al divario crescente tra Nord e Sud, alla dispersione e agli abbandoni che caratterizzano la Calabria, la Flc Cgi ha rilanciato la necessità di un'istruzione di qualità, libera, intesa come bene comune. Il sindacato ne ha discusso a Cosenza con docenti e genitori durante un'iniziativa molto partecipata e ricca di spunti. Sul tappeto pure la vicenda del liceo scientifico Fermi di Cosenza dove la dirigente scolastica ha deliberato di far pagare i corsi di recupero. “Abbiamo chiesto e ottenuto dal ministero un'ispezione al Fermi, perchè riteniamo che ciò che è stato deciso è fuori del dettato costituzionale, è contrario alle leggi, va contro il buon senso – ha sottolineato il segretario nazionale della Flc Cgil, Mimmo Pantaleo -. I corsi di recupero, difatti, sono un diritto legato all'obbligo scolastico. Non capiamo come mai la dirigente scolastica si ostina in una scelta che non ha riscontri in nessuna parte del Paese. Anche questa considerazione dovrebbe far riflettere la dirigente scolastica e convincerla a ritirare il provvedimento”. Pantaleo ha poi allargato lo sguardo sulle sofferenze della scuola italiana “che sono tante e si aggravano, perchè i tagli delle risorse continuano, si allargano le emergenze, principalmente nel Mezzogiorno. Si intende ridurre le risorse per il Mof, dirette al miglioramento dell'offerta formativa, destinando circa 350 milioni di questo fondo al pagamento degli scatti ai lavoratori”. Secondo Pantaleo “le vittime di questa situazione sono gli studenti che non avranno tutte quelle opportunità che garantiscono una migliore istruzione. Nella scuola italiana si registra un clima di disfacimento e neanche la ministra Carrozza, nonostante alcune decisioni, dà segnali di inversione di tendenza, basta guardare alla legge di stabilità che non prevede assolutamente niente per la scuola italiana”. “Con questo incontro, come Flc Cgil, cerchiamo di dare una risposta alla deriva di privatizzazione della formazione e dell'istruzione pubblica – ha aggiunto dal canto suo Gianfranco Trotta, segretario della Flc Cgil Calabria -. Ancora una volta vogliamo chiarire che la conoscenza è un bene comune costituzionalmente garantito e che pertanto non può essere nè mercificato nè sottoposto alle leggi di mercato”. Trotta si è successivamente soffermato sulla vicenda del Fermi. “A prescindere dalla sua legittimità, è un'operazione da condannare – ha evidenziato -. Si tratta, infatti, di un attacco alla scuola pubblica, ai diritti degli studenti. Un attacco che mette in difficoltà le famiglie in un momento di profonda crisi economica”. Pino Assalone, segretario provinciale della Flc Cgil, si è soffermato “sulle scelte governative che si riversano in maniera piuttosto negativa in Calabria e nella provincia di Cosenza”. Un territorio che, al contrario, “ha bisogno di più risorse in termini economici e di organici per sconfiggere la dispersione e gli abbandoni scolastici e per rappresentare finalmente quell'atteso volano di riscatto”. “Accanto a queste negatività – ha concluso - c'è la mannaia di un dimensionamento scolastico che ha fatto sì che alcune scuole venissero accorpate, con dirigenti scolastici in reggenza, un fatto che non garantisce la necessaria continuità didattica”. Cosenza, 12 dicembre 2013
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