Copertina Documento 1
Documenti Congressuali
Copertina Documento 1 Documento I diritti e il lavoro oltre la crisi
Primo firmatario Guglielmo Epifani
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Le adesioni al documento

Copertina Documento 2 Documento La CGIL che vogliamo
Primo firmatario Domenico Moccia

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La CGIL che vogliamo: iniziative di presentazione della mozione
Dopo l'affollata assemblea, tenutasi in città lo scorso 16 dicembre, con il Segretario Generale della FIOM Gianni Rinaldini, proseguono, nel nostro territorio, le iniziative di presentazione della mozione "la CGIL che vogliamo", in vista del prossimo Congresso della CGIL.

Martedì 29 dicembre, prima a S. Giovanni in Fiore (ore 15.30, presso la locale Camera del Lavoro) e poi a Longobucco (ore 18.00, presso il salone Auser), sarà Giorgio Cremaschi, Segretario nazionale della FIOM-CGIL , ad incontrare i lavoratori, i pensionati, i precari, i disoccupati dei due importanti centri silani e ad interloquire con loro sulle ragioni del documento congressuale che disegna, per il futuro, una nuova CGIL.

Prima di Natale, intanto, presso la Camera del Lavoro di Cosenza, è stato formalmente costituito un primo gruppo di coordinamento locale de "la CGIL che vogliamo", composto da: Di Blasi (CGIL), Chirillo (SLC), Tiano (FILCEM), Simonetta (FIOM), Aloise (FP), Apicella (FP), Garofalo (FIOM), Gagliardi (FILT), Accursi (SPI), Patera (FISAC), Adamo (SPI), Guzzo (FILT), Martire (FP), Canino (FILCAMS), Filice (FIOM), Policicchio (SLC), Nisticò (NIDIL), Pellegrino (FLAI), Oliverio (NIDIL), Togo (FILCAMS)

Per i sostenitori del documento n.2, in questa delicata fase di crisi, in CGIL non serve una discussione burocratica ed auto celebrativa, ma un Congresso di svolta che sappia indicare all'intera Organizzazione un percorso chiaro per contrastare efficacemente politiche che estendono la precarietà, riducono il welfare, diminuiscono l'importo delle nuove pensioni, impongono un modello contrattuale che nega la democrazia tra i lavoratori e riduce i salari. Tutte misure non emendabili; se si vuole evitare che siano i lavoratori (primi fra tutti i precari), i pensionati e i disoccupati a pagare gli effetti della crisi, occorre discontinuità anche nella pratica sindacale.

Bisogna provare ad estendere i diritti (compreso l'art.18), combattere sul serio la precarizzazione del lavoro (lsu, interinale, co.co.pro.) e considerare definitivamente conclusa la fase della concertazione.

Per "la CGIL che vogliamo", insomma, il XVI Congresso dovrà segnare una chiara inversione di rotta che faccia uscire il Sindacato dalla logica delle compatibilità imposte dall'esterno (dalla politica, dai "governi amici", dalla Confindustria) e lo porti a sviluppare una nuova capacità di analisi e di proposta autonoma, a partire dall'elaborazione di una propria piattaforma per la "contrattazione territoriale".


Partecipata di delegati, iscritti, lavoratori, studenti e pensionati è stata la presentazione del documento congressuale "LA CGIL CHE VOGLIAMO" svoltasi a Cosenza dal compagno Gianni Rinaldini segretario generale della FIOM CGIL. Alla presentazione hanno partecipato anche i compagni Massimo Covello segretario regionale e Mario Sinopoli coordinatore regionale del Documento.