martedì 2 febbraio 2010 - CGIL Calabria
LA CGIL A CONGRESSO
Risposta a Franco Lena sul Quotidiano della Calabria
Egregio Direttore,
mi permetta di interloquire dalle pagine del Quotidiano con il signor Francesco Lena che, in una sua lettera pubblicata lo scorso venerdì 15, ha dedicato attenzione ai lavori del XVI° Congresso della CGIL di cui sono in corso di svolgimento le migliaia di assemblee di base che eleggeranno le platee di delegate e di delegati ai Congressi territoriali, regionali ed infine a quello nazionale. Un percorso intenso, animato da un dibattito serio, carico di dubbi per il presenze e per il futuro.
Un dibattito che impegna la CGIL, nella sua funzione di sindacato generale, al rafforzamento del suo profilo identitario e programmatico sui grandi temi internazionali e sulle grandi questioni sociali poste dalle trasformazioni e dalla crisi in atto nel nostro Paese.
Quello avviato è un confronto aperto, a tratti aspro come aspra è la crisi che vivono tanti calabresi, in cui si concentrano aspettative e critiche sull''insufficienza delle misure messe in campo dal Governo sui temi dell''occupazione, dei redditi e dei servizi essenziali dentro cui ogni giorno crescono le difficoltà delle famiglie.
Un confronto in cui emergono le preoccupazioni e le disillusioni sui limiti e sulle debolezze della politica a farsi interprete dei bisogni reali del Paese.
Così come emergono, le sofferenze legate alla precarietà e all''insicurezza delle forme selvagge del lavoro, l''indignazione per le stridenti disuguaglianze e divisioni sociali determinate da culture nutrite dal liberismo e dagli egoismi, le inquietudini per un Paese che si allontana dai valori dell''unità, della solidarietà e dell''integrazione per affermare forme insidiose di corporativismi, di razzismo e di divisioni territoriali.
Nelle tante assemblee di questi giorni lavoratrici e lavoratori rinsaldano i valori dell''appartenenza, esprimono nuovi bisogni di partecipazione, rafforzano il mandato alla CGIL per dare continuità alla sua azione rivendicativa.
Chiedono rassicurazioni e risposte al loro disagio. Richieste che impegnano il Sindacato ma ancora di più, le forze che governano il Paese sorde al malessere che investe vasti strati del lavoro e delle famiglie.
La fase congressuale apertasi, per la complessità dei temi che affronta, è dunque un''opportunità strategica per posizionare al meglio l''azione della CGIL rispetto ai problemi sociali che incrocia nel mondo della propria rappresentanza e oltre essa, ma è insieme, prova di grande democrazia che coinvolge iscritti, delegati, rappresentanze aziendali, lavoratori di aziende pubbliche e private, studenti, migranti, pensionati, precari; chi un lavoro lo ha già, chi fatica a mantenerlo, chi lo ha perso, chi lo vive nella precarietà e nell''assenza totale di diritti contrattuali e previdenziali.
Giovani che sperano in un futuro diverso in una terra difficile e complicata come solo sa essere la nostra regione: avara di occasioni, insensibile alla meritocrazia, in debito con generazioni di uomini e donne, insaziabile nel consumare il suo ambiente e le sue risorse, illusoria con chi non desiste nel credere in un cambiamento possibile, pregna di trasversalismi e collusioni che rendono difficile percorsi trasparenti di democrazia e di partecipazione.
Pensionati che faticano con il reddito delle loro pensioni, che lamentano l''assenza di servizi sociosanitari di territorio, che vivono come non mai l''incertezza per il futuro di figli e nipoti.
Non ho conoscenza diretta del signor Lena, ne so al momento se è già un nostro iscritto o solo un osservatore simpatizzante.
Tuttavia, il contenuto della sua lettera merita attenzione per la sensibilità che mostra verso i temi che sono alla base del nostro dibattito congressuale. Le priorità racchiuse nei suoi dieci punti sono tutte ben ampliate nel Documento congressuale a firma del Segretario G. Epifani e sviluppate nell''azione concreta messa in campo fin qui dalla CGIL nazionale e calabrese.
Verso quelle e altre priorità (sviluppo, occupazione, contrasto alla precarietà e sfruttamento del lavoro, politica dei redditi, qualità dell''offerta dei servizi sociosanitari, servizi e beni pubblici, non autosufficienza, diritto allo studio, programmazione dello sviluppo locale, politiche per il Mezzogiorno, misure per l''accoglienza, l''integrazione e la tutela del lavoro degli immigrati, contrasto alle mafie, unità sindacale, reinsediamento organizzativo nei luoghi di lavoro e nei territori, ecc..) la CGIL ha sviluppato, spesso solitaria, la propria iniziativa e la propria mobilitazione: dalla manifestazione del 28 novembre a Cosenza per rivendicare nuove politiche per il Mezzogiorno alla presenza a fianco dei migranti a Rosarno, dal sostegno ai lavoratori nei tanti punti di crisi della regione, alla manifestazione di Amantea sull''emergenza ambientale.
Altri livelli d''iniziativa sono già in calendario in Calabria, altri ancora avranno slancio e profilo nazionale.
Una CGIL dunque che non cede passo, che guarda in faccia i problemi e con essi si misura, che elabora proposte e soluzioni, che modella i suoi assetti organizzativi sulla base del suo progetto politico, che sollecita e ricerca il confronto, che persegue, pur nella consapevolezza di differenze sostanziali su temi strategici, l''unità sindacale; aperta al contributo di idee, dialogante con le migliori esperienze della Calabria sui temi della legalità e dell''immigrazione, impegnata a tutto campo per sollecitare i soggetti della rappresentanza istituzionale e politica a costruire politiche efficaci per fronteggiare i tanti punti di crisi che investono il mondo del lavoro e dei territori dentro cui incidono fenomeni sociali di grande portata: disoccupazione, spopolamento, invecchiamento, emigrazione, vivibilità urbana, mobilità, servizi sociosanitari e scolastici, dissesto idrogeologico, infrastrutture, sicurezza, ecc...
In questo percorso congressuale e nel livello d''iniziativa messo in campo, la CGIL è pronta, come sempre, a ricercare e a costruire il confronto fra quanti, riconoscendosi nella sua impostazione valoriale e progettuale, condividono l''obiettivo di affermare un nuovo modello sociale ed un percorso riformista per il Paese e per la Calabria adeguato alla necessità di creare qualità dello sviluppo, della programmazione, della spesa, del lavoro, dei servizi e dell''ambiente per giungere così ad un modello sostenibile che innalzi la qualità di vita ed il benessere delle persone.
Verso questo percorso la CGIL, custode della sua autonomia e delle regole che attengono alla vita democratica interna, mantiene aperto ogni suo spazio organizzato al confronto con quanti, come il signor Lena, guardano con attenzione alla nostra iniziativa per costruire un Progetto alternativo per il Paese che affermi un nuovo modello di sviluppo e di politica economica che rilanci il sistema produttivo e l''occupazione, che dia sostegno al reddito, che unifichi il mondo del lavoro e dei diritti, che dia centralità ai valori della Costituzione, che consolidi le politiche di Welfare e le basi di una nuova e sostanziale cittadinanza per lavoratori, giovani, studenti, donne, migranti e anziani di ogni area del Paese.
Catanzaro 16.01.2010
Mimma Iannello
Segretaria Regionale CGIL