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mercoledì 19 marzo 2008 - SPI Calabria
Documento finale conferenza di organizzazione Spi Calabria

L'Assemblea preliminarmente assume:

- il documento della Cgil nazionale licenziato dal Comitato Direttivo il 17 dicembre 2007,
- il documento licenziato dal Comitato Direttivo dello Spi-Cgil nazionale il19 dicembre 2007,
- il documento della Cgil Calabria licenziato dal Comitato Direttivo il 28 gennaio 2008,
- la relazione del Segretario Generale dello Spi Calabria,
- le risultanze del dibattito,
- le conclusioni del Segretario nazionale dello Spi Giancarlo Saccoman.

LO SPI CALABRIA RITIENE PRIORITARIA LA LOTTA ALLE MAFIE DI CUI LA ‘NDRANGHETA E’ ORMAI RICONOSCIUTA QUALE MASSIMA ESPRESSIONE DI ILLEGALITA’, NON SOLO IN CALABRIA MA IN TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE E NEL MONDO. ASSUME IN TALE DIREZIONE L’IMPEGNO AD ESERCITARE E DIFFONDERE LA CULTURA DELLA LEGALITA' IN OGNI SEDE.
La situazione politica della Calabria continua ad essere un grave handicap per l'azione sindacale della Cgil e dello Spi.
La poca attenzione rivolta dal Governo regionale ai problemi di welfare condiziona pesantemente la negoziazione sociale e continua a rendere difficile la vita dei Calabresi, in particolare di quelli più deboli.
I gravissimi episodi di mala sanità, le inchieste giudiziarie in corso, gli onnipresenti interessi di parte della classe politica verso situazioni di consolidamento di potere personale, uniti tra l'altro alla perdurante assenza di un piano sociale e sanitario nonché degli atti di completamento della legge 23/2003, implicano la necessità di un'azione sindacale forte, decisa, incisiva.
Occorre quindi che Cgil e Spi continuino e tornino ad essere per la Calabria presidi di legalità, democrazia, rappresentanza sociale, tutela.


Per affermare ciò è indispensabile uno SPI radicato e ben organizzato in tutti i territori della Calabria.

LA SCELTA DEL TERRITORIO

Lo Spi Calabria si articola nelle tre strutture statutarie: Regionale, Comprensorio (n.7), Lega (n.64).
La Calabria ha scelto da tempo il territorio come luogo di esercizio dell'azione sindacale.
La conformazione orografica della Regione ha reso indispensabile tale strutturazione. L'assenza di grandi centri urbani e di distretti industriali, la presenza predominante di piccoli e medi comuni, insieme con un sistema di infrastrutture viarie estremamente disagevole, ha imposto il decentramento, verso cui sono state investite ingenti risorse umane ed economiche.
Occorre continuare e potenziare il processo.
Per ampliare il decentramento, è necessario che la Cgil investa ed organizzi intorno alle leghe, finora in talune realtà unico presidio sociale del territorio, in maniera non burocratica, una presenza confederale ampia. I pensionati, i lavoratori attivi, gli immigrati, le donne, l'Auser, devono avere nelle Camere del Lavoro Comunali il luogo di confronto entro cui far vivere le esperienze, rilevare i bisogni e costruire piattaforme rivendicative.
Solo così e da qui si possono avviare percorsi veri di negoziazione, che realizzino obiettivi di equità e giustizia sociale, garantendo tutti i diritti di cittadinanza.

Lo Spi Calabria intende agevolare il percorso di crescita di tutte le strutture, proprio a partire delle leghe.
C'è bisogno di far compiere un salto di qualità alle leghe esistenti. E' necessario che esse si trasformino da luogo di redazione di domande di pensione, a luogo aperto in cui praticare la democrazia attraverso la partecipazione degli iscritti, far vivere momenti di confronto con le categorie, far emergere i problemi sociali, far praticare la cittadinanza attiva.

Si condivide l'esigenza nazionale di definire statutariamente in modo più idoneo compiti e ruoli e funzioni negoziali degli Spi comprensoriali, ferme restando le competenze negoziali a livello distrettuale e territoriale locale.

Si conferma l'esigenza del mantenimento dell'attuale forma di struttura regionale dello Spi, quale luogo della programmazione e del coordinamento delle strutture comprensoriali, nonché come parte negoziale che determina le scelte di indirizzo su tutto il territorio regionale.

Non si condivide l'ipotesi di introdurre un limite di età per l'assegnazione e la permanenza negli incarichi, in quanto ciò costituirebbe una discriminazione “di età” che priverebbe tanti delle/degli iscritte/i allo Spi l'esercizio del diritto di rappresentanza di cui godono tutti gli/le altri/e iscritti/e alla Cgil.

Il radicamento ed il reinsediamento dello Spi passano anche attraverso: una tutela efficace:

- individuale, attraverso il sistema integrato dei servizi con il quale è necessario interagire con la presenza costante per recuperare il rapporto con le persone;
- collettiva, attraverso un'adeguata negoziazione sociale che parta dalla condivisione delle proposte attraverso un percorso di partecipazione sociale democratica.

Per rilanciare la centralità della negoziazione nel territorio, è necessario anche rafforzare la relazione tra contrattazione nei luoghi di lavoro e negoziazione sociale sul sistema di welfare e sulla politica dei redditi, riconoscendo sedi di co-decisione.
Lo Spi Calabria, quale Sindacato Generale, ripropone la co-titolarità quale strumento di
pratica confederale nell'ambito specifico delle politiche per i pensionati e gli anziani.
Tale co-titolarità si può realizzare nell'azione coordinata di Spi, Confederazione e Categorie;

la capacità di rinnovarsi:

- facilitando l'ingresso di nuovi quadri nel gruppo dirigente, in particolare donne, a tutti i livelli;
- garantendo il rispetto della quota statutaria del 40% già prevista per le donne in tutti gli organismi;
- impegnandosi a garantire il 50 e 50 di presenza di genere entro il prossimo congresso, attraverso il rafforzamento dei coordinamenti delle donne spi, intercettando nuovi quadri dalle categorie degli attivi e recuperando il rapporto con le categorie del pubblico impiego;
- investendo oggi sui giovani per preparare la classe dirigente di domani;
- accogliendo gli immigrati, pensionati di domani, perché abbiano opportunità vere di partecipazione democratica che ci consenta di migliorare la nostra azione negoziale a tutti i livelli. La peculiarità dei cittadini immigrati deve essere vissuta come opportunità dalla Cgil e dallo Spi per progettare con essi sistemi sociali inclusivi;

il rapporto con l'associazionismo:

- sia verso tutto il mondo del Terzo settore;
- sia nel rapporto privilegiato con l'Auser, mantenendolo e sostenendolo. L'attenzione che la società sempre più rivolge all'associazionismo deve renderci fieri di essere stati, con la Cgil, i fondatori di Auser. Occorre sostenere il percorso indicato dal protocollo di intesa stipulato lo scorso gennaio tra Cgil, Spi ed Auser continuando ad investire in tal senso. Le funzioni di aggregazione, di volontariato, di cultura, di memoria che l'Auser svolge la rendono soggetto ormai indispensabile anche nella lettura dei bisogni della nostra società sempre più multirazziale;

l'informazione e la comunicazione:

- quale parte essenziale del lavoro sindacale per rimettere al centro i bisogni, le istanze, i problemi, ma anche il protagonismo sociale del mondo degli anziani;
- per influenzare l'agenda mediatica;
- con gli strumenti: Liberetà, siti web, progetto memoria. Rafforzando la diffusione del giornale e assumendo l'impegno di costruire il sito web regionale e di attivare il progetto memoria.

Nessuna delle azioni sopra indicate avrà possibilità di successo senza un'adeguata
FORMAZIONE
Essa investe trasversalmente tutta l'attività sindacale. E' indispensabile per una gestione adeguata delle risorse umane, per fare buona negoziazione sociale, per sostenere i processi di radicamento e di reinsediamento, per il successo del rinnovamento, per fare buona comunicazione ed informazione, per sostenere il proselitismo, per trasmettere i saperi (sindacali e generali), per fare cultura interna ed esterna.
Una buona formazione non può prescindere dall'utilizzo degli strumenti idonei, tanto classici, quanto nuovi. L'utilizzo diffuso anche nello Spi degli strumenti informatici è ormai ineludibile per stare al passo coi tempi.
E deve essere formazione continua , al centro del rapporto tra individuo e società, per la crescita
del sindacato e delle persone che vi militano.
Lo Spi Calabria annette grande importanza alla formazione. Ha già avviato un proprio processo interno che vede impegnata la segretaria regionale responsabile in un percorso di formazione per formatori. Si vuole programmare momenti formativi ad ogni livello, dal regionale alle leghe, per consentire a tutti di acquisire conoscenze e capacità che siano in grado di migliorare il lavoro sindacale di tutti. Si auspica un percorso formativo promosso dallo Spi che coinvolga la Cgil nella sua interezza, nel solco della confederalità che ci contraddistingue.


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