CONFEDERAZIONE GENERALE ITALIANA DEL LAVORO - CALABRIA
Comunicato stampa di replica alle dichiarazioni stampa del Sindaco di Petronà

avvio delle procedure per una prima giornata di sciopero

Lunedì 06 Marzo 2017
Cgil Calabria
Catanzaro - 06/03/2017: A dire il vero l'incredulità è tutta nostra per la evidente caduta di stile dimostrata nella vicenda da parte del Sindaco e la puerile ricerca del consenso. Ovviamente è del tutto evidente che non seguiranno altri comunicati avendo interessato la Prefettura di Catanzaro in ordine all'avvio delle procedure per una prima giornata di sciopero. Tuttavia rispetto alle dichiarazioni del primo cittadino sono doverose alcune considerazioni. Il Sindaco ha ritenuto di denunciare la CGIL, alla locale Stazione dei CC di Petronà, con ciò dimostrando di non avere argomenti e frecce al suo arco. A nostro parere, l'impegno dell'amministrazione, come ente committente e quindi responsabile diretto della procedura e non un turista per caso, è stato minimo ed assolutamente non risolutorio, anzi i vari incontri di primo livello, per come previsti dal CCNL, non hanno raggiunto nessun risultato stante la reiterata assenza dell'azienda, alla quale non è seguita alcuna stigmatizzazione da parte dell'ente committente. Il primo cittadino di Petronà dimostra di non conoscere la norma in quanto l'art. 30 del DLGS 50/2016, ossia il pagamento diretto dei lavoratori, non viene attivato dall'amministrazione comunale ma direttamente, con istanza di parte, dai lavoratori stessi per il tramite dell'organizzazione sindacale di appartenenza, e giova, peraltro, precisare che alla data odierna non ci risulta che i lavoratori siano stati soddisfatti per i crediti di lavoro della precedente azienda anzi, a contrario, esiste una nota ufficiale con la quale la stessa amministrazione comunale si scusa per il ritardo nell'avvio della procedura invocata. Come sindacato abbiamo il dovere di intervenire e di ribadire, una volta, il concetto per il quale è stata querelato dal primo cittadino, perchè è accertato, ogni ragionevole dubbio, che: · non c'è legalità in un appalto se si cancellano tutti gli anni di effettivo servizio dei lavoratori occupati; · non c'è legalità se il livello professionale dei lavoratori vuole essere cancellato dall'azienda; · non c'è legalità se i lavoratori iniziano il lavoro senza quella che lo stesso capitolato d'appalto all'art. 21 chiama “divisa decorosa”, assegnata ai lavoratori ad appalto iniziato e dopo le segnalazioni del sindacato; · non c'è legalità se si chiedono ai lavoratori documenti per i quali non c'è nessuno obbligo di produrli; · non c'è legalità se il Sindaco, a fronte dell'artico 10 del Capitolato Speciale d'appalto, invece di denunciare e applicare le relative sanzioni all'azienda, attacca i lavoratori ed il sindacato. Venire a conoscenza, per il tramite del profilo face book del primo cittadino, di essere stati denunciati all'autorità giudiziaria per aver svolto il nostro ruolo e per aver difeso i lavoratori si commenta da solo, ancorchè siamo convinti di non aver diffamato nessuno, ma solo di aver esercitato il nostro ruolo nel rispetto del legittimo diritto di protesta a difesa delle maestranze, e sul punto avremo ragione anche in sede giudiziaria, se convocati, ed anzi annunciamo che abbiamo dato mandato ai nostri legali per valutare la posizione di Azienda e Amministrazione Comunale in merito ad una eventuale condotta antisindacale. Infine, sulla questione dei voucher, la posizione della CGIL, dalle Alpi a Lampedusa, è abbastanza chiara tanto è vero che siamo promotori e sostenitori di un referendum popolare che ne chiede l'abrogazione in quanto, oltre ad essere una norma ingiusta, la stessa è stata abusata nel suo utilizzo e soprattutto, cosa ancor più grave, quando questo avviene da parte di una Pubblica Amministrazione che riteniamo profondamente sbagliato e al di fuori delle previsioni delle svariate circolari del Ministero del Lavoro, tanto è vero che esso stesso sta correndo ai ripari. Quanto poi all'uso dei voucher da parte della CGIL, anche questo è strumentale, anche perchè più volte i vertici nazionali hanno definito sbagliato quel comportamento per fortuna isolato ad una sola struttura su tutto il territorio nazionale. Bruno Talarico Segretario Generale FP CGIL Catanzaro/Lamezia
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